Aprire un negozio di fiori: il business plan passo per passo

Come aprire un negozio di fiori in Italia: forma giuridica, codice ATECO 2025, SCIA, INPS, locale, primi ordini e vendita online, spiegati da fioristi.

Composizione di fiori in scatola: aprire un negozio di fiori

Vuoi aprire un negozio di fiori? Prima dei vasi e della vetrina c’è una parte meno romantica: burocrazia, conti, fornitori. Noi facciamo i fioristi dal 2010 e in questa guida mettiamo in fila tutto quello che serve in Italia, dalla partita IVA al primo ordine di fiori, fino alla vendita online.

Una premessa onesta: alcune regole cambiano da un Comune all’altro e le norme fiscali si aggiornano spesso. Usa questa guida per arrivare dal commercialista con le domande giuste, non al posto del commercialista.

1. Ditta individuale o società?

Chi apre da solo parte quasi sempre come ditta individuale: costi bassi, contabilità semplice ed è l’unica forma che può usare il regime forfettario. Il rovescio della medaglia è che rispondi dei debiti con il tuo patrimonio personale.

Se aprite in due o volete separare il rischio, si valuta una SRL o una SRLS. La SRLS si costituisce con un capitale da 1 euro a meno di 10.000 euro, versato tutto in denaro, solo da persone fisiche e con il modello standard dell’atto. Tieni conto però che una società costa di più ogni anno, soprattutto in contabilità.

2. Partita IVA e codice ATECO 2025

Il codice da indicare è 47.76.10 – Commercio al dettaglio di fiori, piante e fertilizzanti. Con la classificazione ATECO 2025, in uso dal 1° aprile 2025, lo stesso codice vale per il negozio, per la vendita ambulante e per la vendita online di fiori e piante: il codice segue il prodotto, non il canale di vendita.

Occhio alle guide non aggiornate: molte indicano ancora un codice separato per l’e-commerce, che con ATECO 2025 è confluito nel 47.76.10. E ricorda che sui fiori recisi l’IVA è al 10%.

3. Il regime forfettario conviene?

Per un negozio di fiori che parte, spesso sì. Le regole principali:

  • puoi entrare se l’anno prima hai incassato fino a 85.000 euro; se superi i 100.000 euro esci dal regime già nell’anno in corso;
  • l’imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se l’attività è davvero nuova (niente attività d’impresa nei tre anni precedenti e non è la prosecuzione di un lavoro che già facevi);
  • per il commercio al dettaglio le tasse si calcolano sul 40% degli incassi, non su tutto;
  • la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari.

Un esempio di calcolo: se incassi 60.000 euro in un anno, il reddito su cui si calcola l’imposta è 24.000 euro. Con l’aliquota al 5% sono 1.200 euro, prima di dedurre i contributi INPS. Il conto vero lo fa il commercialista, ma l’ordine di grandezza è questo.

4. La burocrazia, in ordine

Quando hai deciso la forma giuridica, i passaggi sono questi:

  1. Comunicazione Unica (ComUnica): con una sola pratica ti iscrivi al Registro delle Imprese della Camera di Commercio, apri la partita IVA e ti iscrivi all’INPS.
  2. SCIA al SUAP del Comune, online su impresainungiorno.gov.it o sul portale della tua Regione. Un negozio di fiori è di norma un “esercizio di vicinato”: fino a 150 m² di superficie di vendita nei Comuni sotto i 10.000 abitanti, fino a 250 m² negli altri.
  3. Requisiti: servono solo i requisiti morali. A differenza degli alimentari, per vendere fiori non è richiesta nessuna qualifica professionale.
  4. Diritto annuale alla Camera di Commercio: per una ditta individuale nella sezione speciale, nel 2026 a Roma sono 53 euro, ma l’importo cambia da una Camera all’altra. Controlla quello della tua.
  5. INPS, gestione commercianti: i contributi si pagano anche in regime forfettario e anche se incassi poco. Nel 2026 il contributo minimo è di 4.611,64 euro l’anno, in quattro rate. I forfettari possono chiedere una riduzione del 35%: va chiesta subito dopo l’iscrizione, e se poi ci rinunci non puoi più riaverla.
  6. INAIL: se lavori da solo in negozio non serve; diventa obbligatoria con dipendenti, apprendisti o familiari che lavorano con te.

In negozio servono anche il registratore telematico, che invia i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate, e il POS: devi accettare i pagamenti con carta per qualsiasi importo, altrimenti la sanzione è di 30 euro più il 4% della transazione. Dal 2026 il POS va anche abbinato al registratore telematico, dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.

5. Il locale giusto

Cerca un locale su una strada di passaggio, con un parcheggio davanti o vicino: chi compra un mazzo di fiori spesso si ferma al volo. Scuole, uffici e ospedali nei dintorni sono un vantaggio.

Se puoi, scegli un locale fresco, esposto a nord: i fiori durano di più e d’estate userai meno l’aria condizionata. E se vuoi esporre piante e secchi di fiori sul marciapiede, ricorda che l’occupazione del suolo pubblico si paga con il canone unico patrimoniale, con regole e tariffe decise dal Comune.

I chioschi vicino ai cimiteri sono un caso a parte: di solito il Comune li assegna con un bando, e lo stesso vale per le bancarelle temporanee di inizio novembre.

6. Serve un corso da fiorista?

Per legge no. Nella pratica sì: prima di aprire devi conoscere i fiori e saper fare almeno un mazzo standard, il resto lo impari dietro al banco. In alternativa puoi assumere un fiorista già formato e intanto imparare da lui.

7. L’attrezzatura per partire

  • cesoie da giardino e un taglierino;
  • almeno 20 vasi di vetro opaco, di diverse misure, con l’imboccatura giusta per 10–20 steli della stessa varietà (quelli trasparenti si macchiano);
  • nastri di raso e pizzo per rifinire i mazzi: comprali di qualità, costano poco e fanno la differenza;
  • nastro verde da fiorista e nastro adesivo trasparente piccolo;
  • cellophane trasparente da mettere sul fondo delle scatole, così l’acqua della spugna non esce;
  • se il budget lo permette, una vetrina refrigerata per fiori: nella nostra esperienza i fiori recisi restano freschi fino a 2–3 settimane, contro i 7–9 giorni a temperatura ambiente (fino a 22 °C). È l’investimento più impegnativo, ma riduce molto i fiori buttati.

8. Il primo ordine di accessori

Il primo ordine pesa molto sui costi, quindi compra poco ma buono:

  • scatole di velluto piccole, medie e grandi, con più scatole medie;
  • cesti di vimini piccoli, medi e grandi, anche qui soprattutto medi;
  • carta per mazzi resistente all’acqua, in più colori: meglio della plastica;
  • una confezione di spugne floreali;
  • supporti per mazzi in materiali naturali;
  • sacchetti regalo adatti alle orchidee in vaso.

9. Il primo ordine di fiori

Punta sulla varietà. Come riferimento, per partire:

  • lisianthus bianco e rosa, 10 steli per colore;
  • rose bianche e rosa, 20 steli per colore;
  • alstroemeria bianca e rosa, 10 steli per colore;
  • tulipani misti, un fascio da 50;
  • roselline ramificate bianche e rosa, 10 per colore;
  • ortensie bianche, rosa chiaro e azzurre, 10 per colore;
  • bocca di leone rosa, 10 steli;
  • verde: eucalipto e salal, due mazzi ciascuno;
  • orchidee Phalaenopsis in vaso a tre steli, alte almeno 65 cm, 10 pezzi;
  • qualche fiore e pianta stabilizzati, per ampliare l’offerta con composizioni che durano mesi.

Poi adatta gli ordini al calendario: la mimosa a inizio marzo, i crisantemi a fine ottobre, le stelle di Natale a dicembre.

10. Il piano d’acquisto, in una tabella

Ecco tutto quello che serve per partire, in un unico elenco da portare dai fornitori. Niente prezzi: cambiano di continuo, quindi chiedi sempre un preventivo aggiornato.

CategoriaCosa comprareIndicazioni
AttrezziCesoie da giardino, taglierinoRobusti e ben affilati
AttrezziVasiAlmeno 20, vetro opaco, misure diverse, imboccatura per 10–20 steli
AttrezziNastriRaso e pizzo, di buona qualità
AttrezziNastri adesiviNastro verde da fiorista, nastro trasparente piccolo
AttrezziCellophaneTrasparente, per proteggere il fondo delle scatole
Investimento facoltativoVetrina refrigerataFiori freschi fino a 2–3 settimane; da valutare in base al budget
AccessoriScatole per composizioniVelluto; piccole, medie (le più numerose), grandi
AccessoriCesti per composizioniVimini; piccoli, medi (i più numerosi), grandi
AccessoriCarta per mazziResistente all’acqua, più colori; meglio della plastica
AccessoriSpugna florealeUna confezione
AccessoriSupporti per mazziMateriali naturali
AccessoriSacchetti regaloAdatti alle orchidee in vaso
Primo ordine di fioriFiori recisiLisianthus, rose, alstroemeria, tulipani, roselline ramificate, ortensie, bocca di leone, verde (eucalipto, salal)
Primo ordine di fioriPiante in vasoOrchidee Phalaenopsis, 10 pezzi, 3 steli, almeno 65 cm
Primo ordine di fioriFiori e piante stabilizzatiPer ampliare l’offerta

11. Fornitori: mercati dei fiori e grossisti

Qualità, varietà e prezzo dipendono quasi tutto dai fornitori. In Italia puoi comprare ai mercati dei fiori, come quelli di Sanremo, Pescia o Terlizzi, oppure da grossisti che importano dall’Olanda e ti consegnano in negozio. Per cominciare, un grossista che consegna in giorni fissi ti fa risparmiare molto tempo.

Per gli accessori crea un piccolo giro di due o tre fornitori da cui ordinare online con consegna in negozio: così tieni le scorte sempre sotto controllo senza fare magazzino.

12. La cura dei fiori, ogni giorno

  • quando arrivano i fiori, togli subito gli imballaggi, elimina le foglie basse (in acqua marciscono e portano batteri) e taglia in obliquo 2–3 cm dal fondo;
  • cambia l’acqua di ogni vaso tutti i giorni;
  • ogni 2–3 giorni accorcia di nuovo gli steli di circa 2 cm;
  • se le ortensie si afflosciano presto, nebulizza acqua fresca direttamente sui fiori.

Mettiti in conto qualche perdita, soprattutto all’inizio: il prezzo dei tuoi mazzi deve coprire anche i fiori che non riuscirai a vendere. E chiedi al commercialista come documentare la merce buttata, così i conti tornano anche sulla carta.

13. Come calcolare il prezzo di un mazzo

Non esiste una formula unica, ma il metodo è sempre lo stesso: sommi i costi diretti del mazzo e applichi un ricarico che copra tutto il resto. I costi diretti sono:

  • i fiori e il verde che usi;
  • carta, nastro, scatola o cesto;
  • i materiali di consumo, come spugna, filo e nastro adesivo.

Il ricarico non è il tuo guadagno. Deve pagare i fiori che si rovinano, l’affitto, le utenze, il commercialista, le tasse e i contributi, il tuo tempo e la tua creatività, e solo alla fine il margine di profitto. Un ricarico troppo basso ti fa lavorare tanto e guadagnare poco, anche con molti clienti. Poi alza il prezzo quando il lavoro è più complesso, i fiori sono più rari o il tempo di lavoro è maggiore.

14. Il calendario del fioraio in Italia

Un negozio di fiori vive di picchi. Organizza ordini, personale e consegne attorno a queste date:

  • San Valentino, 14 febbraio;
  • Festa della Donna, 8 marzo, con la mimosa;
  • Festa della Mamma, la seconda domenica di maggio;
  • comunioni e cresime, in primavera;
  • matrimoni, soprattutto da maggio a settembre;
  • Ognissanti e Commemorazione dei defunti, 1 e 2 novembre, con i crisantemi;
  • Natale, con stelle di Natale, centrotavola e decorazioni.

15. Farsi conoscere

Le persone comprano fiori per un’occasione o per un’emozione, e ricordano chi le ha aiutate a sceglierli. Qualche idea che funziona:

  • video brevi dal banco: come nasce un mazzo, un prima e dopo, le risposte alle domande dei clienti. Mostrano il tuo lavoro meglio di qualsiasi foto;
  • recensioni su Google: chiedile a ogni cliente contento, perché pesano molto quando qualcuno cerca un fioraio in zona;
  • le tendenze: mazzi minimal con poca carta, composizioni in scatole di velluto o cesti di vimini, corone funebri di soli fiori freschi, meno plastica e più carta;
  • un rapporto vero con i clienti: un consiglio sincero, un bigliettino con la cura dei fiori, un messaggio prima delle ricorrenze.

16. Vendere fiori online: cosa cambia

Un negozio online ti porta clienti che non passano davanti alla tua vetrina, ma non basta metterlo in rete per vendere: servono tempo per farsi trovare su Google, recensioni e clienti che tornano. Sul piano delle regole, ecco le differenze principali:

  • Codice ATECO: resta il 47.76.10, non serve un codice diverso.
  • SCIA per il commercio elettronico: in alcune Regioni, se vendi online gli stessi prodotti del negozio, non serve una SCIA in più; in altre sì. Chiedi al SUAP del tuo Comune.
  • Scontrino e corrispettivi: gli ordini online con consegna a domicilio sono “commercio elettronico indiretto”. Secondo l’Agenzia delle Entrate, che ha risposto proprio sul caso dei fiori (risposta n. 416 del 2022), non servono scontrino né fattura, salvo richiesta del cliente, ma gli incassi vanno annotati ogni giorno nel registro dei corrispettivi. Se il cliente paga in negozio o alla consegna, il caso cambia: parlane con il commercialista.
  • Diritto di recesso: per i fiori non vale il recesso di 14 giorni, perché sono beni che si deteriorano rapidamente (Codice del Consumo, art. 59, lettera d); lo stesso vale per le composizioni personalizzate (lettera c). Scrivilo chiaramente nelle condizioni di vendita.
  • Piante in vaso: se le spedisci con corriere, servono il passaporto delle piante e l’iscrizione al RUOP, il registro degli operatori professionali. Per i fiori recisi e il verde reciso invece il passaporto non serve. Se consegni con il tuo furgone, chiedi conferma al servizio fitosanitario della tua Regione.

Puoi anche partire solo online, senza un negozio aperto al pubblico: i costi iniziali sono più bassi, ma senza una vetrina tutto dipende da quanto riesci a farti trovare. In questo caso la SCIA per il commercio elettronico si presenta al SUAP del Comune dove ha sede l’attività.

Se vuoi un negozio online costruito apposta per i fiori, con fasce orarie e zone di consegna, e gestito da noi, dai un’occhiata a Superflori Pro.

17. Prima di aprire: la checklist

  • partita IVA aperta con il codice 47.76.10 e forma giuridica decisa con il commercialista;
  • iscrizione alla Camera di Commercio e all’INPS, con l’eventuale riduzione del 35% già richiesta se sei in forfettario;
  • SCIA presentata al SUAP e ricevuta conservata in negozio;
  • registratore telematico attivo e POS abbinato;
  • prezzi ben visibili su fiori, piante e composizioni, come chiede la legge sul commercio;
  • permesso e canone pagato, se esponi piante sul marciapiede;
  • bigliettini con i consigli per la cura dei fiori, da dare con ogni mazzo;
  • condizioni di vendita online con l’esclusione del diritto di recesso, se vendi anche sul sito.

Aprire un negozio di fiori è un lavoro bellissimo e faticoso, con giornate lunghe nei periodi di punta. Con i conti fatti prima e le pratiche in ordine, ti resta la parte che conta: i fiori e i tuoi clienti.

Guida aggiornata a settembre 2026. Importi e scadenze possono cambiare: verifica sempre con il tuo commercialista, la Camera di Commercio e il SUAP del tuo Comune.